Come comunità di pratica avevamo iniziato a studiare e confrontarci sulla sperimentazione del Writing and reading workshop. Così nel 2019 abbiamo partecipato a un bando della Fondazione Caritro, da cui è nato “Crescere lettori, educare cittadini attivi”, un progetto di formazione e sperimentazione didattica che ha riunito in rete sette scuole del nostro territorio: istituti comprensivi, istituti superiori e centri di formazione professionale. 

Grazie alle risorse del bando abbiamo studiato tanto, abbiamo organizzato corsi di formazione che hanno coinvolto oltre 200 insegnanti in tre anni, abbiamo realizzato attività strutturate e capillari di autoformazione e confronto continuo sulla sperimentazione didattica, abbiamo ampliato la rete di scuole e partner esterni e, infine, abbiamo dato vita a un progetto ambizioso di educazione alla lettura fortemente radicato nel nostro territorio: un festival “tutto nostro”, il festival Lettori in fiore

I punti fermi di un Festival “tutto nostro

Esistono numerosissimi festival letterari in Italia, molti di grande qualità, ma la scuola non è quasi mai coinvolta nella progettazione, il programma è pensato da enti o comitati organizzatori e viene condiviso con le scuole poco prima dell’evento. Spesso sono gli adulti a dialogare con gli autori di letteratura giovanile e i destinatari di quelle storie sono presenti tra il pubblico. Inoltre, questi eventi sono quasi sempre dedicati a chi legge ed è appassionato di letteratura. 

Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura.”

Jacques Brel

Noi volevamo un festival che fosse a misura di insegnanti, di scuola, di classi. Un festival in cui l’incontro con l’autore non rappresentasse il fine ma una delle tappe di un processo lento, strutturato, routinario, condiviso e ben radicato nella quotidianità delle nostre scelte didattiche, un processo che ha l’obiettivo di crescere lettori appassionati e competenti, lettori per la vita. 

Questi i nostri punti fermi, le direttrici che ci hanno guidato e ci guidano ancora oggi nella progettazione e realizzazione di Lettori in fiore:

FARE RETE, ovvero mantenere viva e attiva una comunità di pratica formata da docenti appartenenti a tutti gli ordini di scuola e provenienti dalle scuole del territorio, che si confrontino costantemente nell’ottica dello scambio e dell’autoformazione, che condividano in rete esperienze, risorse e materiali, che siano disposti a sperimentare nuove vie e lavorino insieme non solo per il festival, ma per rivoluzionare ogni giorno la didattica della lettura e della scrittura nelle loro classi. 

Infine, per “fare rete” davvero siamo usciti dalla scuola e abbiamo coinvolto tutta la comunità:  le biblioteche comunali naturalmente, ma anche gli enti locali, le  associazioni e le imprese del territorio.

LETTORI E LETTRICI AL CENTRO

Il festival Mare di Libri ci ha insegnato che affidare alle ragazze e ai ragazzi un ruolo attivo nella progettazione e realizzazione di un festival rappresenta una ricchezza incalcolabile e contribuisce a creare intorno a ogni singolo evento un’atmosfera frizzante, elettrica, quasi magica. 

Per noi insegnanti è un privilegio enorme, infatti, osservare da dietro le quinte gli occhi entusiasti di studenti preparati e appassionati che accolgono e presentano alla comunità gli scrittori e le scrittrici dei libri che hanno letto e amato, gestiscono con competenza le interviste, annotano sui taccuini, si mettono in fila per un autografo e una foto, ridono, si divertono, scherzano tra loro e con gli ospiti. Anche l’organizzazione e la gestione operativa di tutti gli incontri con autori e autrici è affidata a un gruppo di volontari degli istituti superiori, che dedicano al festival l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

“INCLUSIONE INVISIBILE”

Questa espressione coniata da Jenny Poletti Riz descrive perfettamente ciò che avviene nel laboratorio di scrittura e lettura: non è possibile riconoscere le e gli studenti con difficoltà o con bisogni educativi speciali, ciascuno porta avanti il processo di scrittura o lettura in modo diverso, utilizza le strategie che sente più utili, sceglie cosa leggere e di cosa scrivere, si sente parte di una comunità di lettori e scrittori. Credo che l’inclusione sia il tratto distintivo di Lettori in fiore, perché il nostro festival non è semplicemente rivolto alle classi,  ma nasce, germoglia e fiorisce proprio nelle classi che sperimentano il laboratorio di lettura e scrittura. Tutte e tutti si sentono parte del festival, tutte e tutti hanno un ruolo ben preciso, non solo chi legge molto, non solo chi parla in pubblico. Questo piccolo miracolo può accadere perché insieme ai loro insegnanti gli studenti sono cresciuti (insieme) come lettori e scrittori e hanno condiviso moltissime esperienze significative e autentiche legate ai libri, non solo quella del festival. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi dimostrano che

non esistono bambini che odiano leggere, 
ci sono solo bambini che non hanno trovato il libro giusto.” 

(F. Serafini)